ROBERTOMISTRETTA.IT (agosto 2004)
“Ambientato in una Sardegna insolita, ammantata di neve ‘Tana di Volpe’ (dal nome dell’albergo dove si svolge la vicenda), è un classico giallo, à la Christie, che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti nuragici. La sua autrice, nome completo Rina Brundu Eustace, vive e lavora in Irlanda e questo è il suo libro d’esordio nella narrativa dove si era già fatta notare come finalista al Premio Tedeschi giallo inedito Mondadori. La struttura narrativa di ‘Tana di Volpe’, albergo dove alcuni ospiti si ritrovano a seguito di un appuntamento in realtà mai dato, è corposa, lo stile suggestivo e l’autrice mostra la sua abilità creativa e una vis narrativa sorprendente costruendo sapientemente tutti i passi e personaggi nella conferma di una sua idea di fondo perché tutto abbia un nesso e un collegamento. Protagonista ed investigatore che darà una mano risolutiva al maresciallo Vinci a venire a capo degli omicidi che insanguinano il ‘Tana di Volpe’, è don Osvaldo Da Silva, che troverà nei commenti dell’amata moglie Palmira, la chiave per penetrare il fosco mistero che affonda le sue radici in un dramma antico a riprova che si può vivere un’intera vita con l’ossessione della vendetta rimuginata e architettata dentro se stessi, e pur tuttavia vivere in pace apparente con la società e col mondo”. (Roberto Mistretta)
LA SICILIA (4 marzo 2004)
"La struttura è corposa, lo stile suggestivo e l'autrice mostra la sua abilità creativa e una vis narrativa sorprendente, costruendo sapientemente tutti i passi e i personaggi nella conferma di una sua idea di fondo perché tutto abbia un nesso e un collegamento".
ISOLASARDA.COM (luglio 2003)
"L'autrice, nella postfazione - ma anche tra le righe del romanzo - dà voce ad una Sardegna dimenticata, afflitta dalla sordità dei suoi amministratori alle istanze della popolazione e martoriata da un crescendo di criminalità che non dà tregua e mortifica le speranze di crescita".
GAZZETTA DI MANTOVA (22-6-2003)
"Un whodunit classico, dal sapore inglese".
STILOS (17-6-2003)
"Un giallo classico... che si dipana tra misteri, delitti e furti di reperti archeologici".
LA PROVINCIA PAVESE
"Il primo mistery sardo in salsa British... In questo secondo volume della collana Gialloteca c'è la passione per due mondi lontani e diversi: quello per la cultura e le tradizioni dell'entroterra sardo, dove il romanzo è ambientato, e anche quello per in cui l'autrice vive e lavora".
ANSA (giugno 2003)
"Il cuore della narrazione si svolge all'interno di un albergo, isolato a causa di una nevicata imponente, in una Sardegna ben diversa da quella balneare e vacanziera dell‚immaginario collettivo. Ed è infatti all'entroterra, quello dell‚Ogliastra, e ai suoi problemi che l'autrice, nella postfazione, sottolinea di voler dare voce".
AGI - Agenzia giornalistica Italia (giugno 2003)
"Quello di Rina Brundu, esperta di tecnologia informatica originaria del Nuorese e residente in Irlanda, è un classico giallo 'a chiave' con un'ambientazione insolita: una Sardegna montana e innevata in cui si susseguono delitti e furti d'opere d'arte".
LA REPUBBLICA - Palermo (30 giugno 2003)
"...Tana di Volpe, romanzo d'esordio di Rina Brundu, un giallo d'atmosfera che sembra risentire della lezione di Dessì e di Marcello Fois nella descrizione dei paesaggi, nella presenza muta della natura..." (Salvatore Ferlita)
TANA DI VOLPE E DON OSVALDO - LINKS ON THE WEB